Giuseppe Di Maria

Giuseppe Di Maria (Cianciana, 18 gennaio 1936) è un criminale italiano.

Giuseppe Di Maria, nato a Cianciana (Agrigento) il 18 gennaio 1936 è un fuorilegge italiano.

Assurto agli onori della cronaca dapprima nel 1955, quando non ancora ventenne sequestrò e tenne prigioniero per 55 giorni un ricco possidente della zona[1], il barone Francesco Agnello (che in seguito fonderà l’Associazione Amici della Musica), reato per il quale sconta 10 anni di carcere.

Poi nel febbraio 1972 quando, durante una rapina alla Banca Popolare di Novara di Carmagnola, spara ferendo diversi clienti e uccidendone uno. Abbandonato dai complici e catturato da una folla inferocita sfugge al linciaggio solo per l’intervento dei Carabinieri, che lo salvano in extremis.

Viene condannato all’ergastolo wave water bottles, poi commutato in 30 anni di carcere, durante i quali tenta più volte la fuga, anche in complicità con alcuni brigatisti rossi conosciuti in galera (Alberto Franceschini, in particolare).

La sua vicenda, considerata emblematica delle contraddizioni che contraddistinsero il dopoguerra italiano in generale e siciliano in particolare, è stata raccontata almeno due volte: dapprima in uno dei libri che Renato Candida – il Maggiore dei Carabinieri che lo arrestò nel 1955 riuscendo a liberare il giovane sequestrato – dedicò ai fenomeni criminali dell’agrigentino, Mafia insoluta[2]; in seguito, nel libro inchiesta di Giuliana Saladino Terra di rapina[3], in cui Giuseppe di Maria diventa “vittima di una storia e di una società con poche vie d’uscita”[4].

[1]

[2] Renato Candida: Mafia insoluta, Diario di un maggiore3 dei Carabinieri – Centro Culturale

editoriale Pier Paolo Pasolini – ()

[3] Giuliana Saldino: Terra di rapina, Torino 1977, riedizione Palermo 2001

[4] Pina La Villa, sul n° 4/2001 di Sherazade, rivista di storie di donne

La Sicilia di Catania, 20 ottobre 1955: Parola chiave: Barone Agnello

La Sicilia di Catania: L’occhio di una macchina da presa tradì i rapitori

La Stampa: 22 febbraio 1972: Rapinatori sparano in banca un morto e cinque feriti

La Stampa sera, 22 febbraio 1972: Febbrile caccia ai banditi assassini

la Stampa best water belts for running, 23 febbraio 1972: Il rapinatore passa dall’ospedale al carcere in un cupo silenzio rotto dalle grida ostili

La Stampa, 23 febbraio 1972: E’ alle Nuove il bandito di Carmagnola

La Stampa, 24 febbraio 1972: La pallottola che ha ucciso è del rapinatore arrestato

La Stampa 25 febbraio 1972: Incontro tra il bandito e il padre in 10 minuti neppure una parola

La Stampa, 25 febbraio 1972: Mi aveva detto che andava al nord per un lavoro pulito, dalla televisione apprendo che ha ucciso

La Stampa, 26/6/1975 : Processo al rapinatore che uccise un cliente in banca a Carmagnola

La Stampa, 27/6/1975: Tira una scarpa sulla teste che smonta il suo alibi è condannato a nove mesi

La Stampa, 13/7/1975: Non uno ma due ergastoli per l’assassinio di un cliente durante l’assalto alla banca

La Stampa dry bag for cell phone, 29/12/1977, pag. 4: Già condannato all’ergastolo è assolto in appello le accuse non erano provate