Angelo Biancini

Angelo Biancini (Castel Bolognese, 1911 – Castel Bolognese, 1988) è stato uno scultore italiano.

Nel 1929 Angelo Biancini s’iscrive all’Istituto d’Arte di Firenze e ha come maestro Libero Andreotti che raccomandava sempre ai suoi allievi di confrontarsi sempre con la natura e di non perdersi in inutili virtuosismi formali. Biancini trova uno studio in un ex convento e lì si dedica prima alla maiolica, quindi alla modellatura e alla scultura. Nel 1934, con la Lupa vince la sezione Scultura ai Littoriali dell’Arte, a Roma ed esegue un ritratto di donna – ora alla Pinacoteca comunale di Faenza – identificabile nella stessa persona ritratta l’anno dopo, nel bronzo Donna romagnola. La giovane è sua moglie Dina, i cui tratti idealizzati si ritrovano anche nella Preghiera e nella Fede del 1937, e nella Vittoria Alata del Monumento ai caduti di Lavezzola, del 1936.

Nel 1934 Angelo Biancini ottiene la Licenza di Maestro d’Arte, nella sezione Scultura decorativa, presso l’Accademia di Firenze ed espone alla Biennale di Venezia il bronzo a cera persa La Luzcha. Con oggetti, realizzati su suo disegno, prende parte alla VI Triennale di Milano. Realizza nel 1935 la statua Atleta vittorioso per il Foro Mussolini (oggi Stadio dei Marmi) a Roma, dove nel 1935 espone alla II Quadriennale d’Arte Nazionale. Nel 1937 realizza due gruppi scultorei per il Ponte delle Vittorie, a Verona.

Gaetano Ballardini lo aiuta a trasferirsi a Laveno dove, dal 1937 al 1940, Biancini collabora con Guido Andlovitz, direttore artistico dell’azienda, formando i ceramisti ed eseguendo sculture in ceramica che rilanciano il nome della Società Ceramica Italiana, che nel 1940 vince il Gran Premio per le Ceramiche artistiche alla Triennale di Milano.

Nel 1942 Biancini insegna all’Istituto d’Arte per la Ceramica di Faenza e nel dopoguerra subentrerà a Domenico Rambelli nella cattedra di Plastica, che manterrà fino all’età della pensione. Accanto all’attività didattica, Biancini continua quella artistica. Nel 1943, a una personale, organizzata nell’ambito della Quadriennale Romana, ottiene il premio “Nazionale”. Nel 1946 riceve il Premio “Faenza” con Annunciazione, un grande pannello in ceramica, smaltato da Anselmo Bucci. Otterrà identico riconoscimento nel 1957, con il bassorilievo Gesù tra i dottori.

Nel dopoguerra Biancini è presente alla grande mostra della Scultura italiana, organizzata dalla Galleria La Spiga di Milano nel 1946; nel 1948 la Galleria Cairola gli organizza una personale, presso la Galleria dell’Illustrazione Italiana a Milano, con 36 opere tra gessi, ceramiche, bronzi. Riceve le lodi del critico d’arte Leonardo Borgese. Segue la personale del 1956, alla Galleria San Fedele, dove Biancini presenta 50 sculture.

Al Palazzo Esposizioni di Milano Biancini vince il Bagutta per la Scultura, nel 1961 clear thermos; nello stesso anno è premiato per il bronzo San Giovanni nel deserto, alla Mostra Internazionale di Arte Sacra di Trieste, premio che vincerà nuovamente, nel 1963, con Il Pastore Sacro. Si fa notare a Padova, alla Mostra Internazionale del bronzetto, nel 1963. Tra le sue opere monumentaliː i rilievi per la nuova Basilica di Nazareth del 1959, il baldacchino del Tempio dei Martiri Canadesi a Roma del 1961 e le sculture per l’Ospedale Maggiore di Milano del 1964.

Esegue sculture anche per la Chiesa dell’Autostrada del Sole allo svincolo di Firenze, per l’Hospitium di Camaldoli e per la FAO a Roma. Tra le opere scultoree in memoriam si ricordano il monumento alla Resistenza di Alfonsine del 1972, quello dedicato ad Alfredo Oriani a Casola Valsenio del 1963, il monumento a Grazia Deledda a Cervia del 1956 sweater lint remover, quello ad Angelo Celli a Cagli del 1958, quello a Don Minzoni ad Argenta del 1973 thermos funtainer drink bottle, ed infine il sarcofago della venerabile Benedetta Bianchi Porro, a Dovadola, nell’Appennino forlivese.

A Roma, a Palazzo Braschi, viene organizzata nel 1973 una panoramica completa dei suoi bronzi e nello stesso periodo gli viene dedicata una sala personale, nella Collezione d’Arte Religiosa Moderna dei Musei Vaticani. Nel 1980 il Comune di Faenza gli conferisce la medaglia d’oro, la cittadinanza onoraria e allestisce una grande antologica, dove vengono esposte 150 sue sculture. In quella stessa occasione egli dona alla città di Faenza tre sue opere scultorie: un San Tomaso d’Aquino, un ritratto di Alfredo Oriani, e un busto del pittore Roberto Sella. Dopo la morte dell’artista, la città di Faenza gli ha dedicato nel 1988 un’altra antologica, con sculture e con ceramiche.

Angelo Biancini è presente nella Collezione d’Arte Religiosa Moderna con queste scultureː

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Brush Island

The Brush Island is a continental island, contained within the Brush Island Nature Reserve, a protected nature reserve, that is located off the south coast of New South Wales clear thermos, Australia. The 47-hectare (120-acre) island and reserve is situated within the Tasman Sea, approximately 2 kilometres (1.2 mi) south-east of the coastal village of Bawley Point.

The island was gazetted as a nature reserve in July 1963 and is important for breeding seabirds. The reserve is listed on Australia’s Register of the National Estate, and has an unmanned lighthouse.

The island lies 350 metres (1,150&nbsp hockey team uniforms;ft) from the tip of Murramarang Point. It is 880 metres (2,890 ft) long, with a maximum width of 560 metres (1,840 ft), and rises to about 30 metres (98 ft) above sea level. Its shorelines are steep, rocky cliff faces with erosion gullies on the northern side. The gullies are both caused and used by the little penguins whose tracks and burrows cover most of the island.

The island was sighted by Captain James Cook on 22 April 1770 during his first voyage to the South Pacific Ocean. Cook had planned to shelter HMS Endeavour between the unnamed island and mainland but was prevented by high seas. Instead Endeavour continued its northward path along the coast, making her first Australian landfall a week later at Botany Bay.

The island supports a coastal vegetation cover of herbs, low shrubs and stunted trees, including Carpobrotus glaucescens, Lomandra longifolia, Einadia hastata, Myoporum insulare, Enchylaena tomentosa, Acacia longifolia, Westringia fruticosa, Banksia integrifolia and Casuarina glauca.

Seabird species nesting on the island include the wedge-tailed shearwater, short-tailed shearwater, little penguin and sooty oystercatcher. White-faced storm petrels and sooty shearwaters were found there for the first time in 2008.

The island became infested with black rats in 1932 after a steamer, the Northern Firth, ran aground there

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. In 2005 the rats were eradicated after a poisoning campaign by the NSW National Parks & Wildlife Service.